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L'attimo Fuggente - Il lasciato e il lasciante

martedì 17 aprile 2012


A volte abbiamo già accanto chi ci dà le risposte che ci aspettiamo di ricevere ma non ce ne rendiamo conto perché lo sottovalutiamo, finché non capita qualcosa che ci fa guardare indietro e notare che quella persona c'era, ogni volta che ne avevamo bisogno, c'era.

A tutti è capitato prima o poi di dare per scontata la persona che avevamo accanto o di non aver compreso in pieno il suo modo di fare o quello in cui si dedicava a noi. A volte ci siamo persino sentiti infastiditi dalla tanta devozione dimostrata, quasi come se ci soffocasse. Qualche volta abbiamo lasciato andare quella persona non ritenendola all’altezza delle nostre aspettative o di ciò di cui avevamo bisogno in quel preciso momento della nostra vita, sicuri che dietro l’angolo ci aspettasse qualcosa di meglio.

Molti si sono allontanati per tanto tempo, continuando però a tenersi in contatto, perché chi spesso chi lascia assume il ruolo dell’amico che vuole continuare a tenere vicina una persona tanto devota per non ferirla, mentre chi viene lasciato riesce, mostrando apertamente quella debolezza, a soddisfare il bisogno di non sentirsi completamente abbandonato e a mantenere un sottile, invisibile filo di speranza di riconquistare il partner in fuga.

Chi ha ragione tra i due?

Il lasciato che fa buon viso a cattivo gioco mantenendo ben fermo davanti a sé l’obiettivo finale o il lasciante, sicuro che l’altro non incarni il suo partner ideale?

Non è facile da stabilire, perché ogni relazione è diversa, ogni fine ha il suo perché e ogni coppia ha le proprie dinamiche. Però una cosa è vera: quella persona capace di rimanere lì, a sostenerci quando abbiamo bisogno di lei, a correre per consolarci se siamo tristi, a farsi da parte quando vogliamo distaccarci o siamo presi da altro, in alcuni casi diventa, che lo vogliamo o no, un punto di riferimento e in un certo senso un termine di paragone, al punto che ogni volta che ci capita qualcosa di bello diventa più bello se lo raccontiamo a lei, perché sappiamo che gioisce delle nostre vittorie, e quando ci capita qualcosa di triste diventa più leggero se lo condividiamo con lei perché sa come farci ridere anche quando non ne abbiamo voglia.

E la sua costanza, la sua presenza e disponibilità incondizionate ci fanno rendere conto di quanto siamo davvero importanti per lei fino al punto di farci dimenticare il perché non l’avevamo considerata all’altezza di starci accanto e potremmo iniziare a guardarla con occhi diversi e lentamente avvicinarci di nuovo a lei, a quel punto saremo costretti a capitolare davanti alla sua presenza silenziosa e alla sua costanza e fermezza sorprendendoci a pensare che forse in fondo non siamo più tanto convinti della nostra decisione.

Forse in fondo aveva ragione lei.


Marta Lock


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