Se a volte le persone ci deludono…non è perché sono
loro ad essere inadeguate…ma soltanto perché siamo stati noi ad averle
idealizzate…al punto da metterle su un piedistallo troppo alto.
Può succederci di incontrare la persona che avevamo
sempre desiderato avere accanto, quella che ci piace così tanto da colpirci al
primo sguardo, e che, per qualche strano caso del destino anche lei rimanga folgorata
dalla nostra visione. Ci sembra quasi incredibile che una creatura tanto bella
ed eterea posi il suo sguardo su di noi, invece è proprio così, e ci regala la
sensazione di camminare a un metro da terra.
I primi tempi insieme sembrano una favola, un sogno
che si realizza, ed entrambi, per paura di fare un passo falso, anche il più
piccolo, che possa rovinare quell'alchimia, tendiamo a mostrare la parte migliore
di noi, cercando di nascondere quei difetti che fanno parte della nostra
personalità. Anche perché siamo talmente storditi dalla sensazione di benessere
che deriva dalla presenza accanto a noi di quella persona speciale che ogni
cosa, anche quella che normalmente compiamo senza quasi pensarci, genera in noi
il timore di perdere l’oggetto del nostro amore, immensamente preoccupati di
dimostrare di essere alla sua altezza.
Poi inevitabilmente prima o poi si verifica quell'episodio
che causa il crollo parziale del mito che abbiamo costruito intorno al nostro
ideale, causandoci una profonda delusione, come se non avessimo preso in
considerazione neanche per un attimo l'opzione che quella persona in fondo non
sia altro che un individuo con pregi e difetti come chiunque altro. Ecco quindi
sgretolarsi improvvisamente il castello incantato dentro al quale ci sentivamo,
come anche la cieca ammirazione che ci aveva fatto mettere l'oggetto del nostro
amore su di un piedistallo dorato.
Come
è stato possibile che ci siamo sbagliati tanto?
Come
può essere che un essere tanto divino sia riuscito a fare un errore così
terreno?
Perché all'improvviso non ci sembra più all'altezza
del ruolo del quale lo avevamo investito?
A
quel punto non conta neanche la gravità dell’atto commesso ciò che conta è il
fatto di sentirci delusi, e tanto più era alto il piedistallo sul quale avevamo
messo l’altro quanto più la delusione diventa grande anche davanti a una cosa
piccola. E inizieremo a guardare la semi divinità con occhi diversi, facendola
quasi sentire a disagio come se avesse commesso una colpa ben più grave di
quanto abbia fatto in realtà.
Il
vero problema è che non ci aveva chiesto lei di idealizzarla al punto di
indurci a credere che non avesse difetti, non aveva voluto lei essere posta su
quel piedistallo, anche se in un primo momento se ne era sentita lusingata. Le
persone non possono diventare le proiezioni dei nostri desideri perché allora
sì che ci deluderanno sempre, vanno semplicemente conosciute e accettate nella
loro totalità, amandone i loro pregi e accettandone i difetti, e mai, mai
dovremmo pensare che non ne abbiano. Non possono essere identificate con degli ideali perché sono
semplicemente persone, con la propria individualità fatta di cose positive e di
meno positive, e se sbagliano, come è naturale che sia, non lo fanno per deluderci
o ferirci ma semplicemente perché con il passare del tempo si stanno mostrando
a noi per come sono in realtà senza filtri e senza veli e questo comporta
irrimediabilmente il mostrare anche il lato più imperfetto.
Ecco
perché alcuni di noi preferiscono scoprire subito il lato negativo e lasciare
quello positivo alla seconda fase della conoscenza, perché è molto più
appagante sapere che la persona che abbiamo di fronte ci ha scelto pur essendo
consapevole dei nostri difetti e prima ancora di conoscere i nostri pregi.
Perché
se investiamo l’altro di un ruolo che non può sostenere a lungo facciamo
sentire lui inadeguato e al tempo stesso perdiamo di vista la bellezza
dell’avere di fronte a noi un individuo imperfetto ma proprio per questo
incredibilmente umano.
Marta Lock