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Alcuni rimedi naturali per proteggere occhio e vista

martedì 29 maggio 2012 0 commenti




Per poter lavorare al meglio di quello che riescono, i tuoi occhi hanno bisogno di tutta una serie di
nutrimenti che gli arriva dall’alimentazione Una corretta alimentazione dunque riesce a prevenire tutta
una serie di malattie legate all’invecchiamento dell’occhio come la cataratta e la degenerazione maculare
senile. Non tutti sanno quanto influisce la tavola sulla salute dei tuoi occhi, ma alcuni studi scientifici
ci dicono che è proprio così. I risultati delle ricerche provano che tutte le strutture dell’occhio a partire
dalla retina per arrivare alla cornea, per funzionare hanno bisogno di alcuni costituenti nutrizionali
indispensabile. La loro carenza, ma anche l’eccesso di queste sostanze, può influire sull’evoluzione delle
malattie oculari. Altre sostanze ingerite con il cibo hanno addirittura proprietà protettive e curative.
Ma arriviamo al dunque: cosa mangiare per vedere meglio? Come molti sanno un sufficiente apporto di
vegetali è l’ideale per cominciare. Tra le verdure quelle con maggiori benefici dovresti cercare quelle ricche
di carotenoidi per via delle loro proprietà antiossidanti. E il primo carotenoide in ordine di importanza è la
luteina, che rientra nella costituzione della retina e del cristallino, dove svolge la protezione contro i danni
dei radicali liberi: la trovi in cavoli, broccoli, spinaci, peperoni e, in genere, nei vegetali con foglie verde
scuro.
Ricorda che, mentre la cottura del cibo rende disponibili i carotenoidi per l'assorbimento, allo stesso tempo
ne distrugge una parte, quindi dovresti assumere verdure sia crude che cotte. Inoltre i grassi ne migliorano
l'assorbimento, quindi si rivela utile il condimento con oli, meglio se ricchi di acidi grassi insaturi: cioè,
l'extravergine di oliva.

L’aceto miracoloso: abbassa la glicemia in modo naturale

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Molti di noi lo conoscevano già grazie alle nostre nonne, che lo usavano quasi come fosse una medicina
dal momento ritenessero che uccidesse i germi. Al primo accenno di problema all’intestino un cucchiaio
di aceto sciolto nell’acqua sembrava quasi un rimedio infallibile contro la diarrea. Ma cosa dice la scienza
in merito? Il principe dei condimenti di insalate e verdure possiede veramente queste miracolose virtù
terapeutiche? Di certo non quelle che si credevano in passato. Pare invece che l’aceto in particolare
abbia una sorta di proprietà inaspettata: basterebbe qualche goccia al dì per abbassare di una quantità
considerevole la vostra glicemia. In particolare alcuni recentissimi studi hanno evidenziato come l’aceto,
abbinato ad alimenti ad alto indice glicemico quali possono essere le patate bollite sembra poter
contrastare il marcato aumento della glicemia che si verifica subito dopo il loro consumo. Un altro studio
giapponese ha dimostrato inoltre come anche una piccola quantità di aceto riesce a diminuire l’accumulo di
grassi nel sangue, combattendo la pressione alta e dell’obesità.
Il valore dietetico dell'aceto è diciamo indiretto in quanto in cucina può servire a ridurre burro olio e sale,
apportando pochissime calorie. L'aceto può essere un buon compagno anche dei cibi cotti. Quanto si può
usarne in un giorno? Meglio non più di due cucchiai (grandi. L'aceto, però, è sconsigliato ad alcune persone.
Intanto chi soffre di bruciori di stomaco, perché stimola la secrezione gastrica e dunque può accentuare
dolori e problemi. E poi chi ha l'osteoporosi. Quantità elevate di aceto hanno mostrato di ostacolare
l'assimilazione di minerali come il calcio.
A parte queste note, per chi desiderasse utilizzare un condimento che, oltre a dare dei buon sapori, abbassi
anche i livelli di zucchero nel sangue e aumenti il senso di sazietà, l'alternativa a medicine e prodotti chimici
è il banalissimo aceto!

Cellulite e prova costume? Prova con i rimedi naturali

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L’estate si avvicina e molte donne sicuramente si staranno già letteralmente dannando per il problema
della buccia d’arancia che alberga da sempre sulle loro cosce e i loro glutei. Ma bisogna attrezzarsi
prima! Cominciare a pensare alla prova costume a Giugno o Luglio è già troppo tardi. Lo dicono anche gli
specialisti: non esistono cure miracolose per la cellulite, ma con costanza, tempo e sinergia si possono
ottenere degli ottimi risultati nella maggior parte dei casi. Vi riportiamo dunque un elenco di comprovati
rimedi puramente naturali contro questa malattia che attanaglia molte di noi. Tra i rimedi naturali più
efficaci vi è quello dall’alga bruno, impiegata anche nei fanghi anticellulite. I fanghi si possono fare anche
a casa tua, servono a stimolare la microcircolazione sanguigna e anche l’ossigenazione cellulare a livello
locale avendo un fortissimo potere osmotico che favorisce il drenaggio e l’eliminazione delle tossine in
eccesso. Sono ottimi quelli ricavati dalle acque termali, specialmente da quelle particolarmente sulfuree.
Poi vi è la caffeina, una sostanza con effetti “lipolitici” ovvero sia di scioglimento dei grassi, in grado di
riattivare, almeno in parte se non del tutto il microcircolo e favorire il drenaggio dei liquidi in eccesso nei
nostri tessuti. Proprio per questo motivo è alla base di creme e gel antibuccia d’arancia di ultimissima
generazione. Il finocchio consumalo appena puoi nelle tue insalate: ha un bell'effetto disintossicante e
depurante, e migliora le funzioni intestinali. Per questo è ideale per chi soffre di stitichezza, una delle
possibili concause della cellulite. Il finocchio contiene infatti una buona percentuale di fibra che stimola
la velocità del transito intestinale. Come funziona? Le fibre assorbono l'acqua e così fanno aumentare il
volume delle feci, rendendole più abbondanti e morbide.
Anche il Ginkgo biloba. Le foglie di questa pianta possono migliorare la circolazione sanguigna, soprattutto
a livello del microcircolo. Per questa ragione, gli estratti della pianta sono molto utilizzati nella preparazione
di cosmetici e integratori contro la pelle a materasso. Gli integratori, da assumere con regolarità e per
periodi piuttosto prolungati, ma sempre sotto il controllo di un medico, hanno un ruolo di completamento
con i trattamenti cosmetici e il loro impiego non va mai separato da un'alimentazione sana e dall'esercizio
fisico regolare.

Mal di testa e rimedi naturali

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In molti in questo secolo di stress e malessere sono afflitti dal tremendo "male del mal di testa". In
pochi però sanno che molte piante si sono dimostrate molto efficaci nel lenire i vari tipi di emicranie.
La fitoterapia in molti casi, oltre che essere utile, è proprio fortemente consigliata dai medici, magari
quando delicate condizioni di salute come età avanzate o intolleranze possono creare problemi con le
normali medicine. Molte piante si sono dimostrate in grado di lenire i vari disturbi legati al mal di testa. La
fitoterapia in questi casi risulta essere particolarmente utile in soggetti che presentano condizioni di salute
non ottimali, a causa ad esempio della presenza di disturbi cronici, età avanzate o intolleranze varie alle
normali medicine. Ma neanche le piante sono del tutto innocue, specie quelle utilizzate per combattere
la cefalea, molte hanno effetti collaterali e controindicazioni. In questi casi è vietato dunque il fai da te in
erboristeria, sempre meglio farsi consigliare dal medico curante: eccovi però serviti due rimedi naturali di
comprovata efficacia. Il salice bianco, dotato di una corteccia ricchissima di tannini condensati, flavonoidi,
fenolici, tutte sostanze che una volta ingerite vengono metabolizzate dalla flora batterica dell’intestino e
trasformati in acido salicilico, una sostanza dalle proprietà antiinfiammatorie. Si consiglia in questi casi un
dosaggio di 1,5-2,5g di droga secca e di 120mg di salicina al giorno, contenuti in estratti secchi titolati in
una soluzione di salicina almeno al 30% da assumere ogni qualvolta se ne senta il bisogno. Ci sono però
degli effetti collaterali possibili: ad esempio disturbi gastrici, la pianta è controindicata in pazienti con una
sensibilità accentuata nei confronti dei silicati.
Poi c'è il Ginkgo Biloba che ha come principale componente il ginkgolide B, che ha proprietà clinicamente
dimostrate a tal punto da essere considerato affidabile e sicuro anche dalla medicina ufficiale. E'
indicato prevalentemente per le emicranie, il dosaggio consigliato è di 120-240 mg al giorno di estratto
standardizzato contenente il 24-27& di flavonoidi, il 5-7% di ginkgolidi ed esente da acidi ginkgolici. In
alternativa è possibile somministrare dei preparati arricchiti in ginkgolide B. Va assunto al bisogno oppure
come trattamento di profilassi fino a otto settimane.

La labirintite può essere curata anche con le erbe

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Si definisce labirintite l'infiammazione dell'organo labirinto, ovvero quella porzione di orecchio formata
dai canali che regolano l'equilibrio corporeo. Questo tipo di disturbo, infatti, causa vertigini, sbandamenti,
perdita d'equilibrio e altri disturbi gastrointestinali o uditivi legati proprio all'equilibrio del corpo come
nausea o acufeni. C'è certamente una grande varietà di situazioni che può condurre alla condizione
clinica di labirintite, tra le più comuni si hanno le allergie, le otiti, le infezioni virali e batteriche delle vie
respiratorie e così via. In casi come questo si può ricorrere a rimedi naturali come le erbe che stimolano
ed attivano le difese naturali e combattono quindi l’infiammazione, drenando liquidi e favorendo
la microcircolazione. E’ importante curare questa malattia dal momento che la labirintite potrebbe
cronicizzarsi o causare seri danni all’udito delle persone. Le erbe certamente non sostituiscono le cure
mediche e possono interferire anche con i farmaci specificatamente dedicate al disturbo, quindi è sempre
meglio affidarsi comunque ai consigli del proprio medico curante. Ad ogni modo per rinforzare le difese
naturali si può ricorrere alla vitamina C. In caso di infezione è indicata anche la radice di echinacea: una
sessantina di gocce 2 o 3 volte al giorno nella fase più acuta. Si può anche ricorrere all’astragalo, una pianta
cinese con la radice ricca di polisaccaridi, efficaci nel rafforzare le difese. Infine si può ricorrere anche al
ginkgo, uno degli alberi più antichi del mondo e un ottimo rimedio per ossigenare i tessuti: 30 gocce 1 o 2
volte al giorno per due mesi.

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